Il gatto con gli stivali

martinLa ditta Marelli affitta costumi di carnevale ma sta chiudendo. Due impiegati stanno mettendo tutto a posto quando, all’improvviso, scoprono che un costume è rimasto fuori da una scatola e la storia prende vita … La fiaba classica di Perrault, raccontata a due voci, diventa un esilarante mondo di fantasia, nel quale il Gatto, l’Orco e la Regina compaiono dalle scatole di cartone di un trasloco.

 

Con Martin Stigol e Noemi Bassani

Scenografie Lucia Capellari

http://www.youtube.com/watch?v=AsDtTnPqb8s

 

Un trasloco speciale per portare il pubblico nel mondo delle fiabe

02-12-2014

A San Maurizio d’Opaglio in scena “Il Gatto con gli Stivali… chiude bottega”

SAN MAURIZIO D’OPAGLIO – Ci sono scatole di un trasloco in corso che nascondono costumi o si trasformano in castelli o armadi… capaci di trasportare il pubblico in un altro mondo: quello fantastico delle fiabe… Essenziale la scenografia, ma ricca la proposta teatrale in cui lo sguardo ed i gesti di Martin Stigol (il gatto con gli stivali, ma anche l’impiegato della ditta Marelli e il principe Filippo) e Noemi Bassani (la regina ma anche la principessa Perla) invitano a concretizzare un mondo non visibile, che si materializza per lo più mediante le parole ma che, non per questo, è meno pregnante di valori, ironia, capacità di far riflettere e divertire… Risate a scena aperta dunque per “Il Gatto con gli Stivali… chiude bottega”, spettacolo per l’infanzia (messo in scena dal progetto Zattera di Varese e inserito nella rassegna “Vado a Teatro” organizzata da “Teatro delle Selve” presso il Teatro degli Scalpellini) costruito su un testo (rivisitato) in cui le caratteristiche dei protagonisti sono un po’ diverse da quelle della nota fiaba di Perrault. Ben accolto il contributo a costruire la trama della storia da parte del pubblico e richiami alle peculiarità del territorio (il Piemonte pieno di castelli, il desiderio di Perla di un appartamento a Novara e riferimenti vari a location della zona come lo stesso Teatro degli Scalpellini…). Con voce modulata alle necessità interpretative dei diversi personaggi, Stigol rende un’interpretazione frizzante, accattivante e, a tratti, esilarante (ad esempio, nella noiosa insistenza a non voler uscire dall’armadio per sposare la principessa, alias la marchesa di Carabas). Civettuolo e petulante il ruolo del personaggio interpretato da Noemi Bassani (impiegata della ditta di costumi teatrali – regina – principessa) che vivacizza via via il suo atteggiamento fino a convincersi di voler sposare il principe con la complicità del “gatto”, il quale, allora, induce Cenerentola (fuori scena) a donare la sua carrozza. E, con uno stratagemma, trasforma il pericoloso orco in un minuscolo topolino che inghiotte in un solo boccone… Alla fine l’ “insegnamento” : successo e sogni possono essere conquistati grazie a doti personali di impegno, fatica e alla fortuna. Particolarmente coinvolto il pubblico di bambini chiamati dagli attori a compiere un breve trenino in platea e ad accarezzare “l’orco”. Introduzione allo spettacolo di Franco Acquaviva, direttore artistico di “Teatro delle Selve”.                                                            

Maria Antonietta Trupia

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